| Jan 17 |
Le Regole principali per investire nelle Hyip![]() Le Regole da seguire Questa a dire il vero io non l’ho seguita! E QUASI tutti quelli che conosco che hanno fatto investimenti negli HYIP, non l’hanno seguita. Eppure molti di essi ci hanno fatto dei bei soldi. Io non avrei iniziato con gli HYIP se l’avessi voluta seguire. Non ho mai avuto “soldi che potevo permettermi di perdere”. Per me la PRIMA VERA regola è SII UN PROFESSIONISTA! Adesso veniamo ad una cosa mooolto importante. INVESTI CONTEMPORANEAMENTE IN MOLTI HYIP. Devi arrivare ad almeno 25 / 30. Cosa c’è veramente dietro un HYIP (proprio per sua natura) non è possibile saperlo. Investire tutto solo in un HYIP, per quanto sia famoso, sicuro, pubblicizzato, c’è chi dice di aver visto l’azienda, ti danno una carta di debito, ecc, ecc. Sì tutto bellissimo, tutto “alla luce del sole” poi un bel giorno la doccia fredda. Ricordatevi della più grande truffa di tutti i tempi: Bernard Madoff!! Perbacco! Presidente del Nasdaq, 50 miliardi di dollari!!!!! Investitori quali Banche, Parlamentari, Uomini dello spettacolo. Insomma aveva un sacco di carte giuste no? NO! La terza regola. DEVI AVERE UNA STRATEGIA E UNA TATTICA Quando parliamo di strategia si parla di quello che si farà a grandi linee per arrivare ad un punto ben preciso. Quel punto è la meta. Quindi prima di creare una strategia devi avere una meta. Un punto di arrivo. Esempi: guadagnare stabilmente 5000$ al mese. Oppure: guadagnare il 20% al mese dei mie investimenti. Oppure accumulare 100.000$. Dopo che hai stabilito il cosa devi stabilire il quando. Per unire questi due punti ti occorre un piano. Quello è la strategia. La tattica ha a che vedere con le singole azioni che saranno svolte. Va nel dettaglio. Ad esempio: tutti i venerdì ritiro i soldi da tutti i balance dei piani. Ogni sabato faccio i conti generali e decido il da farsi per la settimana entrante. Tengo un amministrazione precisa su di un foglio di excel. Quando tutte le cose necessarie per ottenere la tua meta sono stabilite, puoi dire che hai i creato un mezzo che è possibile condurre. Hai degli strumenti da usare per guidarlo. La quarta regola: DIVESIFICARE A PACCHETTI. Per quel che se ne dica, ci sono categorie di HYIP. Io ne ho inquadrate tre. STABILI, EMERGENTI, TEST. Questo modo di suddividere gli HYIP l’ho cambiato un sacco di volte. Questo perché si deve partire dal concetto che sì sia capito qualcosa a proposito di quegli HYIP che si vogliono collocare in una o in un’altra di queste categorie. Cosa che non può essere vera. Questa suddivisione però tiene conto di qualcosa di oggettivo, ovvero la vecchiaia, la storia dei pagamenti e come si stanno comportando all’interno del Security Group. Ma cosa significa “diversificare a pacchetti? Che investirò il 60% nel primo pacchetto; il 30% nel secondo e il 10% nel terzo. O varianti di ciò. La quinta regola è NON LAVORARE CON LE SIRENE La sesta regola è NON USARE I MONITOR INTERNAZIONALI COME FONTE ATTENDIBILE I monitor NON SONO MAI ATTENDIBILI. L’ho provato sulle mie ossa. Oggi i soli monitor di cui mi fido li trovate nella sezione: “I monitor HYIP scelti da !Gordon” nel mio sito. http://www.allhyipmonitors.com/ è molto utile perché da una panoramica di tutti i monitor, inserendo la URL di un HYIP, fa l’elenco dello stato in cui si trova in ogni monitor che lo sta monitorizzando. La logica qual è: se tutti lo danno pagante non è un dato MOLTO significativo, ma se qualcuno lo da non pagante o con problemi, ecco questo invece mi aiuta a capire qualcosa. Perché se anche un sistema poco affidabile mi dice che l’HYIP è in difficoltà allora diciamo che qualcosa di vero ci deve essere. Non è una regola assoluta ma è un buon modo per pararsi… La settima regola è UTILIZZA SOLO I BLOGGER DEL SECURITY GROUP Il Security Group è la sezione del mio sito in cui sono elencati i blogger affidabili. Sono persone con le quali ho un rapporto diretto e di comprovata fiducia ed esperienza. Se un HYIP è presente sui loro monitor significa almeno che in quel momento è pagante. Le loro classifiche ci danno le categorie per stabilire i pacchetti di investimento. Tutte le persone che mi scrivono scoraggiate hanno una cosa in comune, hanno investito basandosi sui monitor internazionali. NON CI CASCATE! Adesso passiamo invece ad alcune accortezze. LAVORA CON ALMENO DUE CONTI DI E-CURRENCY Un ottima difesa è quella di lavorare con 2 conti liberty reserve e utilizzarli in questo modo: Due conti uno lo chiamo A l’altro lo chiamo B A lo tieni come deposito, quando devi fare un investimento PRIMA trasferisci l’esatta cifra che vuoi nel conto B entri nell’HYIP e usi l’API (automatismo che apre la pagina di trasferimento fondi) di Liberty Reserve e fai il trasferimento dal conto B all’HYIP. Il conto A non lo utilizzi MAI per i trasferimenti. Uno dei momenti in cui si è più esposti agli Haker è proprio quando si fanno questi trasferimenti con le API. In questo modo i soldi sul conto pericoloso ci stanno pochissimi minuti per volta e l’altro è nascosto a tutti. In effetti c’è una fee da pagare per ogni giro conto in Liberty Reserve, ma meglio quella che ritrovarsi col conto vuoto. ATTENZIONE ALLE LE PASSWORD NON CADETE NEL PISHING (http://it.wikipedia.org/wiki/Phishing) |
| Jan 09 |
Cosa sono gli HYIP?![]() Che cos’è un HYIP? Gli Hyip sono sicuri? Gli Hyip sono, quindi, una truffa? Ma con gli Hyip si possono guadagnare denari? Gli Hyip sono affidabili? Come si può guadagnare con gli Hyip se questi sono delle truffe? E’ lecito investire negli Hyip? E’ etico guadagnare dagli Hyip? |
| Jan 09 |
Regole importanti per guadagnare con gli investimenti ad alto rischio HYIP![]() Vorrei illustrare la mia la teoria su COME approcciare il mondo degli HYIP, faccio tesoro anche dell’ esperienza dei miei sponsor che riadatto alla mia esperienza personale Ecco cosa penso: 1) Non essere avidi e voler guadagnare grosse cifre in poco tempo 1) Non essere avidi e voler guadagnare grosse cifre in poco tempo Purtroppo ho visto più di una persona perdere somme importanti spinti dall’avidità di guadagnare tanto in poco tempo. Di queste forme di investimento ce ne saranno sempre, non vale la pena di rischiare tanto subito su un solo investimento. Datevi il tempo di conoscere come si comportano e chi sono queste società iniziando con investimenti modesti Se vi date tempo e superate l’avidità iniziale farete esperienza, e questa esperienza vi aiuterà a vedere da lontano le possibili fregature.Potete guadagnare subito 1000 euro al mese rischiando alla cieca il tutto per tutto o guadaganarlo dopo 1 anno con un rischio insignificante e tanta esperienza alle spalle 2) Avere un proprio progetto Dopo i primi tentativi forse fatti a caso fermatevi un attimo e riflette su come volete procedere. Ad esempio potete selezionare prima alcuni progetti col rischio più basso e poi usare gli interessi derivati da questi per reinvestirli in altri progetti a rischio più alto, oppure potete voler smettere di comprare gratta e vinci per destinare qualcosa ogni mese agli HYIP o forse volete usare solo progetti a lungo periodo per poi tirare gli interessi senza reinvestire, comunque vogliate fare decidetelo in modo cosciente secondo le vostre attitudini, l’importante è che non andiate a caso tentando di qua e di là 3) Investire solo somme che ci si può permettere di perdere. Qui la questione si fa scottante, voglio dirlo subito e chiaro … prendere in prestito dei soldi o fare dei finanziamenti per investire sugli HYIP non va bene! Semplicemente non si fa. Si ritorna al punto 1 dell’avidità rischiate solo di sbagliare tutto perchè non avete esperienza e poi … rimanete con le rate da pagare. Se siete il tipo di persona che il sabato serà va al casino di Venezia e volatilizza 10.000 euro allora qualche migliaio di euro in HYIP potrebbe essere ragionevole, ma se avete un normale stipendio e a fine mese il conto è sempre a 0 forse 100 euro sono anche troppi Tantissime persone spendono cifre considerevoli in lotto superenalotto scommesse sportive e lotterie varie, se siete fra questi potreste voler fare qualche giocata in meno e “scommetere” sugly HYIP perchè alla fine dei conti forse è meno rischioso e vi permette una gestione maggiore che semplicemente aspettare la fortuna Qualunque cifra stiate pensando se risponde alla domanda : posso farne a meno se la perdo? ma veramente a meno? allora fa al caso vostro 4) Diversificare su più programmi e più tipologie Di HYIP ce ne sono di tanti tipi , con rendimenti bassi,medi, alti , attivi da poco o da tanto, che dicono di occuparsi di forex, di arbitraggio , di immobili, di safari addirittura o di siti web … perchè investire tutto in un solo programma? I rendimenti sono solitamente in percentuale quindi il 20% mensile di 1000 o di 10 pacchetti da 100 è uguale, ma il rischio nel secondo caso è minore. Personalmente penso che bisognerebbe avere un portafoglio di 10-20 investimenti diversi diversificati per durata , da 30 giorni, da 100 giorni, da 180 giorni ed anche più e per interessi da 0,5 1, 2, % giornalieri Ovviamente diversificare sempre nell’ambito dei programmi che ad una ricerca ci appiano affidabili oppure ancora meglio di cui possiamo avere testimonianza dall’esperienza diretta di altri 5) Rientrare il prima possibile in possesso dell’investimento Ricordate questo semplice motto: un guadagno non è tale finchè non arriva relamente sul vostro conto . Che vuol dire? che gli interessi che magari ogni giorno vedete nel vostro investimento sono solo dei numeri , fino a che non smettere di reinvestire e ritirate realmente non avete ancora realmente guadagnato nulla. Non usate in modo spudorato il compunding , ovvero il reinvestimento immediato degli interessi allo scopo di creare grosse somme perchè rischiate che quelle grosse somme rimangano solo virtuali Il vostro obbiettivo deve essere di rientrare di tutto o di parte del capitale nel minor tempo possibile. Se siete un po più propensi al rischio magari vorrete ritirare solo l’equivalente del 50% dell’investimento prima di poter sentirvi pronti a rischiare ulteriormente. Questo metodo è abbastanza accettabile, dimezza i rischi ma anche i tempi per fare crescere il capitale, ma questo dovete deciderlo voi Ovviamente una volta ritirato il capitale potete anche decidere di investirlo altrove diversificando, però vi consiglio di non continuare all’ infinito a reinvestire reinvestire.. regolarmente ritirate realmente sul vostro conto qualcosa che dimostri ancora che non sono solo guadagni virtuali 6) Diffidare dei guadagni mirabolanti Una regola empirica dice che più il programma offre interessi alti meno è probabile che duri. Diffidate da chi promette il 5% al giorno, il 1000% in 10 giorni o il 20% al giorno per 30 giorni, queste società vi porteranno un sacco di delusioni, fanno leva sulla vostra avidità, magari dite per 10$ posso provare ed è comprensibile , ma se risucite a non perderli non rischiate la sorte 2 volte, prima o poi ci rimarrete in mezzo. Generalmente si tratta di schemi di Ponzi o piramidali senza alle spalle alcuna attività e quindi finiti i nuovi fondi sono costretti a collassare. Diffidate anche dei programmi troppo pubblicizzati, già è improbabile chessò generare il 5% al giorno ed in più questi spendono anche una barca di soldi per fare pubblicità, non trovate che suona male? Diffidate dei monitor ed in modo assoluto delle pubblicità che appiano sui siti di monitor, sono fatte apposta per gli inesperti e avidi alle prime armi Il mio personale parere, comunque comunque condiviso da molti è questo - sotto l’ 1% giornaliero il programma se ben strutturato può durare degli anni Concludendo Gli HYIP sono interessanti forma di guadagno , ma per ognuno dovrete fare le vostre valutazioni personali |
| Jan 09 |
Le banche nell’occhio del ciclone! Ma che strano?![]() E’ sotto l’attenzione di tutti quanto è successo questo scorso sabato a Roma nell’ambito della manifestazione contro le banche e il sistema finanziario europeo e mondiale.
Promossa come la manifestazione degli indignados, degli indignati sarà sicuramente ricordata anche (o forse solo) per la manifestazione dei black bloc o, comunque, della distruzione di varie vie e negozi della nostra amata città eterna.
Tralasciando tutti gli aspetti prettamente di cronaca della vicenda e le dietrologie politiche sul chi abbia agito per distruggere e perchè, rimane un fatto che in un blog economico come il nostro non possiamo non evidenziare.
Sta crescendo la consapevolezza sul fatto che c’è qualcosa nel sistema finanziario mondiale e sul ruolo delle banche che non va.
E non intendiamo prendere nessuna posizione politica a riguardo. Ma solo una posizione di tipo accademico e di tipo razionale-analitico.
Perchè le banche sono nell’occhio del ciclone, per dirla in parole povere?
Qualcuno disse (credo fosse Abramo Lincoln) che si può ingannare qualcuno per sempre e tutti per un periodo ma che non si può ingannare tutti per sempre.
Il sistema bancario mondiale dovrà fare i conti con questo aforisma, che nasconde però una grande verità sociale.
Dovremmo partire dal concetto di cos’è una banca per comprendere qualcosa. Perchè dai concetti base non si parte mai.
Un banca è una struttura che riceve del denaro da alcuni elementi di una società per conservarlo e proteggerlo e che lo presta ad altri elementi della società che ne facciano richiesta dietro il pagamento del servizio.
La sua funzione è quella di permettere che il denaro (un simbolo della produzione di una società) inutilizzato in alcune aree abbia la possibilità di andare a svilippare la sua energia potenziale in altre aree della società.
Le banche hanno (avrebbero) quindi una funzione di utilità sociale molto spiccata. Se si limitassero ad essere delle istituzioni che accettano i depositi dei loro clenti e che ne gestissero la conservazione, sarebbe tutto più semplice. I conti correnti sarebbero delle sorta di depositi di sicurezza e le banche non sarebbero diverse da un qualcosa come Paypal o come le monete elettroniche tipo Alert Pay o Liberty Reserve.
Un servizio utile, veramente utile.
Ma le banche, per loro scelta tra l’altro (non dimentichiamo che sono proprio queste imprese che spendono milioni di euro per promuovere i loro servizi di finanziamento in ogni modo e su ogni luogo. Provate a scrivere “mutui” su Google e vedrete quanti link a pagamento di banche saltano fuori!), hanno deciso di prendere questi depositi e usarli per il “prestito”.
Ah, il prestito! Quale parola densa di significati ed emozioni…..
Innanzitutto prendiamo la parola prestito e la trasformiamo in “credito”. Che fa più fashion e più style. Scusate l’ironia.
In ogni caso, Le banche accettano depositi e cercano individui e imprese a cui girare questi depositi dietro pagamento.
Ma funziona proprio così. NO. E qui sono nati tutti i problemi.
Le banche non prestano i soldi che raccolgono con i depositi di chi li ritiene di fiducia. O almeno non si fermano a questo.
Ogni banca comincia a gestire il proprio potenziale di credito (i soldi che possono prestare) in base a meccanismi via via sempre più complicati. Di base, per andare alla sostanza, generalmente prestato di più di quanto abbiano raccolto basandosi sul criterio (denominato riserva frazionaria!) che se in cassa hanno 10 possono prestare più di 10 tanto non può capitare che chi ha depositato ritiri nello stesso momento e metta quindi la banca in rischio fallimento.
Cioè io ho 100 milioni di euro depositati provenienti da 10.000 persone e comincio a prestare ad altre persone molto più dei 100 miloni. In alcuni casi fino a 10, 15 o 20 volte di più. Tanto è abbastanza improbabile che tutte e 10.000 le persone ritirino i soli contemporaneamente.
E poi, nel peggiore dei casi, io banca mi farò prestare i soldi mancanti da un’altra banca.
Questo fatto, da solo, ha portato tutte le istituzioni bancarie a perdere il controllo della mole di prestiti (credito) erogati a vario titolo a imprese e privati.
SOLO QUESTO.
Se a questo ci aggiungiamo che molte banche hanno incluso nelle loro “attività” patrimoniali il possedere titoli di debito pubblico di stati che vivevano anch’essi sul debito, il cerchio si chiude.
Mi chiedo perchè si perda tempo a cercare le cause dei problemi del sistema finanziario mondiale ed europeo?
Nella prima parte di questo articolo, parlavano del concetto di “riserva frazionaria” ovvero della quantità di soldi che una banca può prestare in base ai soldi depositati nelle sue casse.
Per una questione di chiarezza, sarebbe utile fare un passo indietro e comprendere bene
cosa fanno esattamente le banche?
Ovvero quale funzione svolgano nell’ambito della società e tessuto economico in cui operano.
Questo concetto (esaminare la funzione e l’utilità che un operatore economico svolge all’interno del contesto economico che si sta esaminando) è qualcosa di poco approfondito sia nei testi economici universitari che nelle pubblicazioni della materia.
E quindi, completamente dimenticato dagli “esperti” che in Tv e nei giornali sproloquiano di temi economici e finanziari.
Ogni cosa deve, e ripeto DEVE avere un’utilità collettiva per poter essere inserita in un contesto economico. Considerare solo l’utilità del singolo o della minoranza che ha benefici da quell’attività porta a conclusioni completamente folli.
Ad esempio, coltivare papavero da oppio, raccogliere i suoi prodotti, lavorarli e produrre eroina da spacciare sul mercato è un’attività profondamente redditizia. Per tutti coloro che vi partecipano. Forse i contadini dei paesi poveri che svolgono la parte “sporca” del lavoro guadagneranno una miseria nei confronti delle organizzazioni criminali che portano la droga, dopo i vari passaggi, al consumatore finale.
Ma è risaputo che se si vuole fare i soldi in fretta, spacciare droga è uno dei modi più veloci.
Nessun marketing, nessuna grande spesa di investimento, niente tasse, mercato con richiesta sempre ai massimi livelli.
Ma produrre e consumare droga, veleno chimico assolutamente dannoso per la salute del singolo e per la salute mentale della società, è SBAGLIATO in quanto non utile. La droga è un disastro per una società in cui essa circola. Danneggia e sottrare risorse che potrebbero essere destinate a produrre qualcosa di utile.
Quindi, quale è la funzione delle banche? O quale dovrebbe essere, visto che questa funzione non la stanno assolvendo come dovrebbero (in alcuni casi non la assolvono per niente).
La loro funzione è quella di prendere risorse non utilizzate in alcuni punti della struttura economica per porli al servizio di altri parti della struttura economica in cui verrano utilizzate per produrre ancor più ricchezza.
Chiaro? Spero di si. Mandatemi un commento nel caso in cui non lo fosse.
A questa funzione principale si accompagnano tutti quei servizi accessori che ormai sono diventati egualmente utili, quali il servizio dei conti correnti e di tutte quelle piccole utilità che una banca può fornire (bancomat, incasso assegni, etc., etc.).
Quindi dove è il nocciolo della situazione? Se le banche non svolgono la loro funzione (descritta qui sopra) la loro utilità è ridotta ai soli servizi di minore entità (bonifici, deposito contanti, etc.).
A quel punto dovrebbero trasformarsi in un’agenzia di servizi e nient’altro e smettere di essere banche. Avete presente i “money transfer”? Vedete come si occupano di spostare soldi svolgendo una funzione utile ma senza assurde complicazioni finanziarie?
E il cliente paga il servizio. Ed è contento. E tutto funziona bene.
Quindi non è per niente strano che le banche siano nell’occhio del ciclone.
Le banche sono responsabili di questo tracollo finanziario.
Lo hanno causato in decenni di operazioni finanziari simili a trucchi da prestigiatore (ne riparleremo più avanti) e allontanando il concetto di guadagno (concetto lecito che spinge tutti a stare meglio) dall’economia reale per portarla nella finanza virtuale.
Ezra Pound disse che i politici sono i camerieri dei banchieri.
Per quanto tempo andrà ancora avanti che i governi penseranno che aiutare le banche (AIUTARE LE BANCHE, ma come si può!!!!) sia più importante (PIU’ IMPORTANTE!!!! ma come si può!!!!) che aiutare i cittadini e aiutare le imprese.
Per oggi, grazie per l’attenzione.
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| Jan 09 |
I PIGS: ovvero i maiali d’Europa![]() E’ una realtà fatta di slogan.
Non ne possiamo più fare a meno. Ormai esistono parole catalizzatrici che ci ipnotizzano e ci coinvolgono in fantastici e ubriachi viaggi.
Ieri era la SARS, poi è venuto il ribaltone, e che dire della par condicio, delle armi di distruzione di massa, dello tsunami, aviaria, maggioritario, bond, e via senza fine.
Parole non usate fino a ieri che nel giro di pochi giorni finiscono sulla bocca di tutti. Mi consenta…..
PIGS. Acronimo che sta per Portugal, Italy, Greece e Spain. Ovvero Portogallo, Italia, Grecia e Spagna.
Qualche italiota, di furbesca tradizione familiare, ha pensato di sostituire la I di Italia con la I di Ireland, Irlanda. Qualcun altro, sempre per farci rientrare la verde nazione di San Giacomo ha allungato il nome in PIIGS.
Pigs in inglese significa maiali. Ed ecco spiegata la vignetta di provenienza britannica.
I 4 paesi del mediterraneo vengono visti come maiali dai più ricchi e stabili paesi nordici sia per un fatto geografico ma soprattutto per un fatto economico. In pratica i 4 paesi citati rappresentano la zavorra d’Europa. E anche se a qualcuno piace far dimenticare questo agli italiani, dando l’idea che l’Italia abbia negli ultimi anni guadagnato prestigio in contesti internazionali, ci sono dei numeri che parlano e valgono più delle melliflue parole di circostanza.
Nel 2010 questa è la classifica dei paesi a livello di debito pubblico:
In realtà la Spagna è lontana dall’avere un alto debito pubblico ma ha fattori di instabilità economica notevoli (l’enorme disoccupazione) e un debito in rapida crescita negli ultimi anni.
Il nostro blog è dedicato al denaro ma da un punto di vista pratico, utilizzabile dal comune cittadino.
Ma fa parte anche delle nostre tasche sapere qualcosa anche di questi argomenti che sembrano solo tema di discussione di professori universitari o di Vespa e compagnia cantante.
Quasi tutti abbiamo sentito delle gravi vicissitudini che la Grecia sta attraversando socialmente e politicamente. Se vediamo sembra che essa sia messa molto peggio dell’Italia. Ma in economia ci sono tanti parametri. Osserviamo un altro grafico.
Questo grafico mostra le proporzioni del debito e dei relativi flussi debitori fra paesi, inclusi i PIGS. L’Italia ha il debito più grande, per lo più con la Francia (leggasi banche francesi. Poi qualcuno capirà perchè le banche francesi vengono in Italia e comprano Cariparma, Friuladria, BNL, Findomestic e via dicendo).
La Grecia ha un debito molto piccolo in rapporto al nostro.
Quindi non facciamo finta che tutto va bene. E non facciamo finta che ciò che sta succedendo in Grecia non toccherà prima o poi. Le borse stanno tremando (anche oggi hanno vacillato) e si spostano violentemente al primo sussurro o pettegolezzo.
Godiamo di una pessima credibilità. Ma siamo un paese di 60 milioni di abitanti con una produzione interna ancora sufficientemente alta. E questo ci ha salvato in un qualche modo.
Ma non produciamo abbastanza per diminuire questo incredibile debito. Anzi. Ogni hanno il debito pubblico italiano cresce e cresce e cresce.
Era di 1.512.779.000.000 di € nel 2005…. è diventato 1.890.600.000.000 di € a giugno di quest’anno.
Fa paura, vero?
Ma poi alla fine, ma che vorrà dire poi? Siamo 20/30 anni che ce la menano con tutto sto debito e siamo sopravvissuti lo stesso. Dirà qualcuno.
Qualcuno di molto stupido.
Perchè le dinamiche di un paese come l’Italia non sono le dinamiche di una piccola o media azienda.
Persino grandi multinazionali riescono a “galleggiare” per decenni sotto il peso dei loro debiti. Quando si è molto grandi non si va a fondo in fretta. Ci vuole tempo per naufragare. Ma il naufragio è ugualmente certo, a meno di vistose correzioni.
Questo non è un post di politica. E non vuole entrare nel merito.
E’ un post per ricordare a tutti che se non riesci a trovare lavoro perchè le aziende non riescono o non vogliono assumere la causa principale è quel debito là.
Se le persone consumano meno, non riescono ad arrivare a fine mese.
Se le pensioni stanno diventando una leggenda e non bastano neppure per vivere una settimana al mese. Beh…. la causa è sempre il debito pubblico.
Cioè se in Italia è difficile fare qualsiasi cosa, se è difficile essere onesti e guadagnarsi i propri soldi con abilità e nessuna truffa o sotterfugio, la colpa non è che l’italiano è un nullafacente o idiota che non sa combinare niente di buono.
Non è così.
Qualsiasi italiano vada all’estero mette su in pochi mesi un qualche business funzionale e riesce a far andar bene le cose. Lo sappiamo tutti.
L’Italia è un corridore con una zavorra. Una zavorra che non si pensa neppure di diminuire ma che apaticamente si accetta che aumenti.
Ogni anno lo stato italiano paga dai 75 agli 80 miliardi di euro per soddisfare solo gli interessi sul debito. A chi li paga? In parte ad investitori italiani, ovviamente. Tra cui non mancheranno anche piccoli investitori che hanno sottoscritto BOT e CCT. Ma grand parte di quel denaro fugge dal nostro stato per ingrassare persone (banche per lo più) già ricche di loro.
Così i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri (cioè la maggior parte) sempre più poveri.
Non è meglio REGALARE i soldi agli italiani in altro modo?
Da quando in qua si finanziano i debiti contraendo altri debiti?
Forse lo si può fare per un breve periodo, durante un’emergenza. Ma è dal 1982, da quando il debito pubblico ha iniziato a galoppare come un ossesso, che dura questa emergenza.
Quindi prendiamo tutte le rassicurazioni delle voci del padrone e rimandiamole al mittente.
L’Italia ha un serio problema. L’europa e gli investitori internazionali lo sanno.
Far finta che il Titanic non abbia sbattuto contro l’iceberg e continuare a pensare che esso sia inaffondabile, non sarà d’aiuto.
Alla prossima.
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| Jan 09 |
Perdere il lavoro e trovarne un altro. Il lavoro come oggetto.![]() Al giorno d’oggi il lavoro è diventato una pietra miliare della vita di tutti noi.
Ci si dispera se lo si perde, lo si ricerca disperatamente se non lo si ha, lo si invidia a chi lo possiede.
Il lavoro ormai è diventato un concetto talmente solido da non essere più un’attività (io svolgo un lavoro) ma un oggetto (io possiedo un lavoro).
Giorni fa leggevo un articolo di un formatore e consulente di marketing italiano, il quale giustamente poneva in rilievo come i parametri del mondo del lavoro sia profondamente mutati rispetto ai paradigmi (cioè agli schemi di funzionamento) dei decenni scorsi.
Ma in un modo profondo e radicale!
Ovvero, se fino a qualche anno fa il concetto era statico (fai le scuola, laureati all’università, trova una collocazione in una grande azienda o avvia la tua carriera professionale fino alla fine dei tuoi giorni) ora è diventato dinamico.
Ma cosa significa in realtà questo passaggio da statico a dinamico?
Significa che prima la meta era il possesso di un contratto di lavoro ovvero l’occupare una posizione all’interno di una schema organizzativo. Io vengo assunto da qualche parte, ho il posto fisso e questo mi mette al riparo da tutto. Forse, nel mentre, posso anche imparare a fare qualcosa.
L’occupare un posto era la meta. E per fare questo contavano i certificati e gli status: cosa hai fatto? che scuole hai frequentato? quali certificati hai? Il famoso curriculum, insomma.
Valuti qualcuno in base a quello che HA FATTO!
Passato, vedete? Il paramentro era il passato…….
Ma in un contesto completamente diverso, in cui i mercati spostano violentemente le risorse da un paese all’altro e in cui i governi nazionali faticano a trovare dei sistemi sovranazionali per regolamentare le differente normative delle nazioni coinvolte, non conta più cosa qualcuno ha fatto o quali certificati ha ottenuto.
Alcune volte, il fatto di aver occupato per 20 anni una certa posizione in una struttura rigida, viene addirittura visto come un impendimento piuttosto che come un punto a favore.
Adesso vi è un netto spostamento verso il futuro e verso ciò che un individuo PUO’ FARE! e non verso ciò che ha fatto.
L’attenzione si sposta dagli studi e dai certificati (che garantiscono solo che qualcuno conosce come le cose si facevano….. in passato!) alla capacità di anticipare le esigenze del mercato o di trovare soluzioni ai problemi.
In pratica si cercano persone con una formazione diversa e proiettata nel futuro.
Persone che non solo siano in grado di operare nel presente ma, SOPRATTUTTO, che siano in grado di adattarsi ai prossimi imminenti cambiamenti del mercato.
Cioè il lavoro, da oggi in poi, sarà continuamente rivoluzionato da cambiamenti. Sarà tutto un work in progress, ovvero un cambiamento continuo. Ecco il motivo di avere nella propria squadra persone che riescano a tollerare questa mutabilità e trasformare i cambiamenti in opportunità.
In questi giorni si parla tanto (come nei recenti anni) di aumento della flessibilità.
Le imprese chiedono la possibilità di avere strumenti maggiormente flessibili.
I sindacati e i lavoratori temono (spesso a ragione) che dietro questa parola ci sia solo una scappatoia per scaricare i propri dipendenti da parte dei datori di lavoro. Quindi flessibilità vista come precarietà.
E di certo con la precarietà è duro, durissimo, incredibilmente duro riuscire a pianificare il proprio futuro.
Il tema è talmente vasto che è impossibile esaurirlo non solo in un articolo ma in 40 o 50 articoli.
Ci vorrebbe un intero libro che analizzi come da un’idea si possa passare a dei provvedimenti pratici senza danneggiare nessuna delle parti coinvolte.
Il punto è che il lavoro non è un oggetto. Il lavoro è una capacità. Una capacità che viene percepita dagli altri e che gli altri mettono in azione tramite la domanda (incarichi, assunzioni, ordini). Una capacità che diventa prodotti e servizi.
Così chi cerca lavoro pensando che sta cercando un oggetto da acquistare che qualcuno vende da qualche parte, ha molte difficoltà nel trovare lavoro. Cerca qualcosa che non c’è fuori di lui.
Il lavoro è dentro di lui.
E’ una verità oltrmodo dura, oltremodo.
E’ una frase che attirerà i disappunti e le antipatie di alcuni e le perplessità di molti.
Ma rifletteteci un attimo e vedrete che se qualcuno cerca un lavoro senza offrire delle capacità (e non titoli, status o robe simili), non cerca lavoro ma un regalo. O qualcosa del genere.
Quale soluzione, quindi? Di sicuro, sia che si cerchi un primo lavoro o un reinserimento nel mondo del lavoro dopo averne perso uno, interrogarsi su quali capacità potenziali siamo in grado di offire sul mercato è il primo punto.
Se non abbiamo capacità da offrire, trovare lavoro sarà sicuramente arduo.
Grazie per l’attenzione.
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| Jan 09 |
Cosa fare di un milione di euro?![]() Diciamoci la verità!
Chi di noi non ha mai dedicato un quarto d’ora del suo tempo a fantasticare sul come spendere un milione di euro nel caso in cui si dovesse diventare proprietari di questa cifra.
Cosa faresti tu se possedessi un milione di euro? Io per non sbagliarmi, tanto stiamo fantasticando, mi immagino cosa farei se avessi magicamente vinto 67 o 102 milioni di euro.
Tanto non costa niente aumentare le cifre.
A parte questo, immaginare cosa si farebbe se si venisse improvvisamente in possesso di una certa cifra è un esercizio utile. Anche da un punto di vista strettamente scolastico.
Non è un caso, infatti, che moltissimi neo-milionari siano tornati ad essere dei poveracci o delle normali persone (come prima dell’incredibile afflusso di denaro nelle loro mani) dopo pochissimo tempo. Anzi la norma è che entro 5 anni le persone non abili che entrano in possesso di cifre a 6 zeri, ritornino nella loro precedente condizione finanziaria.
Questo significa che quel patrimonio è stato dilapidato in soli 5 anni.
Non accade a tutti ma questo ci dovrebbe far riflettere. Sicuramente prima di ogni altro fattore, vi sono degli schemi mentali che ereditiamo dall’ambiente o che si formano nella nostra testa attraverso le nostre esperienze e cultura.
Chi vive per anni con uno stipendio da impiegato o operaio e che è solito fare i conti con bollette, rate e un piccolissimo gruzzoletto sul conto corrente, impara ad operare con i soldi con dei meccanismi precisi.
E quando lui entra in possesso di molti soldi, continua ad operare con quei meccanismi. Qualcuno disse che se una ragiona da povero, continuerà ad essere povero anche se avesse un milione di euro.
Cosa fare quindi se si vince un milione di euro? Di sicuro le risposte valide potrebbero essere molte.
Ma distinguiamo subito alcuni aspetti.
E il più importante è la distinzione fra spesa e investimento.
Quale è la differenza?
Spesa è ciò per cui diamo dei soldi che finisce in un consumo immediato. Spendiamo per qualcosa che ci darà del godimento. Ovvero qualcosa che non permetterà di guadagnare altri soldi.
Inverimento è ciò per cui diamo dei soldi che non finisce in un consumo immediato. Spendiamento per qualcosa che ci permetterà di ottenere degli altri soldi.
Ovviamente è comprensibile che le 2 categorie succitate non sono degli assoluti. E’ impossibile che qualcosa che consumiamo non abbia anche delle caratteristiche che in un certo modo portino ad un vantaggio in termini di investimento ed è impossibile che un investimento non abbia anche un qualche connotato di godimento.
Se dovessi spendere i nostri soldi in una vacanza, questo sarebbe un puro godimento ma il ricaricare quelle batterie, il sentirsi bene porterebbe sicuramente un giovamento sulla nostra produttività.
Così come, parallelamente, il sapere di aver vincolato dei soldi in un fondo patrimoniale che incasserò fra 10 anni non potrà comunque non portare a sentirmi meglio. Fosse solo per il fatto di avere una sicurezza in più.
In ogni caso vincendo un milione di euro, bisognerebbe stare attenti a quanti giocattoli si comprano. E per giocattolo intendiamo spendere in cose che appagano il nostro piacere immediato ma non sono specificatamente destinate a produrre di più.
Comprarsi una nuova grande casa, una (o 2) nuove auto, il guardaroba nuovo, farsi una lunghissima vacanza in giro per il mondo, comprarsi Iphone, Ipad, Ipod, Inonsocos’altro, più televisori LCD da 1200 pollici in 8D e un’impianto stereo che quando lo accendi quelli al concerto degli ACDC a 20 km non sentono niente è qualcosa di bello.
Ma dopo poco avremmo bruciato una grande occasione: quella di fare il cambio di velocità nella propria vita.
La più grande ricchezza si possa avere è possedere strumenti di produzione.
Il primo, e il più importante, è la nostra capacità personale di produrre. Spessissimo questo è proprio fuori fuoco. Investire su se stessi è quanto di meglio si possa fare sempre. E questo non significa solo andare a scuola e prendere 27 master. E’ in senso ampio. Qualche volta investire su se stessi significa anche trattarsi bene. In che potrebbe significare non trattarsi male, non ingurgitare troppe droghe o porcherie e via dicendo.
Poi ovviamente ci sono tanti altri strumenti di produzione. Imprese, locali, diritti d’autore, contratti, linee di comunicazione e via dicendo.
Il tutto molto diversificato a seconda dell’attività.
Vi andrebbe se ne parliamo con calma caso per caso?
Grazie per l’attenzione.
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| Jan 09 |
Come fare più denaro?![]() Come fare più denaro? Pensate che vi sia la possibilità di avere una risposta a questo quesito? La possibilità di capire come si possa fare più denaro c’è ed è possibile farla propria. La prima e più ovvia domanda del lettore in questo momento è: La seconda e ancor più ovvia domanda è: UNA PREMESSA: negli ultimi anni mi è capitato di aver visto alcuni siti internet dove si volevano spacciare all’internauta manuali per il successo e guadagni milionari. L’approccio dei gestori del sito verso il lettore era quasi sempre acido, se non aggressivo e volgare. Risponderò alle domande di cui sopra ma vogliamo subito distinguerci da questo mondo. Anche la €-go Business sta finendo di allestire un e-book sugli argomenti generali del sito. E spesso, non essere disposti a spendere, è già un pessimo punto di partenza per chi vuol fare i soldi. Come faccio a fidarmi di queste parole? dicevamo…. L’errore più comune di moltissimi è il pre-giudizio. Il pre-giudizio è il giudizio prima dei fatti. Non c’è un fatto ma c’è già un opinione. Che deriva in parte (la maggior parte) da altrui opinioni e in parte da reazioni emotive irrazioni al di sotto il livello di consapelezza. Niente di razionale, solo reazioni emotive. Quindi, anche se sul web è pieno di offerte magiche o quant’altro, non fermatevi nell’accumulare conoscenza. AD ESEMPIO: DOMANDONA! In primis mi scuso con i lettori per la stasi che questo blog ha avuto dall’ultimo post. Detto questo, lo scorso post ponevo una domanda. Penso sia la domanda più banale ma, proprio per questo, il fattore su cui maggiormente cadono le persone nell’approcciarsi ad una materia. Cosa è il denaro? La moderna società ha complicato le cose a tal punto da dare vita propria al denaro. Sembra che il denaro possa essere prodotto con strani marchingegni finanziari, strani investimenti in cui metto 10 e ottengo 15. Il prossimo post, sarà dedicato alla teoria dei giochi del matematico NASH. In fondo per avere più denaro qualche sacrificio val la pena di farlo, non credete?
Vi lascio lo spazio nei commenti. |













